Il Merletto Veneziano

Le Ninfee

Nel mio mondo incantato esiste un giardino con un piccolo laghetto in cui fioriscono e si pavoneggiano queste ninfee.

Loro sono convinte di possedere il segreto della bellezza e restano mollemente adagiate fluttuando sull’acqua e crogiolandosi al sole, incuranti del resto del mondo.

Non sanno però che la loro armonia scaturisce anche dai fili di seta con cui sono state ricamate e che la solidità è data loro dal filato di cotone con cui è eseguita la “rete macà” (nome del punto) che le circonda.

Lo Stagno

Questo merletto fa parte dei miei primi lavori. E’ un merletto ad ago monocromatico eseguito con filati di vario tipo, alcuni molto sottili.

L’ispirazione è Liberty Viennese.

“… gli sterpi e le erbe aggrovigliate insieme circondano lo specchio d’acqua dello stagno che protegge la vita pulsante che racchiude in se.  Ma le ranocchie denunciano la loro presenza con le bollicine.”

Scuola Elementare Tiziano Vecellio – Mestre

Questa primavera siamo state contattate dall’insegnante Gladis Capponi della suddetta scuola elementare che richiedeva il nostro aiuto per sviluppare un suo progetto.

Ci chiedeva di insegnare ai suoi alunni alcuni intrecci del merletto a fuselli che interagissero con la loro manualità e creatività.

 

 

 

 

 

 

 

 

Parlò loro delle farfalle e li spronò a disegnare la propria, da poter poi tracciare con lana avvolta sui fuselli.

A questo punto iniziò il nostro lavoro.

L’esperienza è stata bellissima, i ragazzi hanno lavorato in un clima di gioia e coinvolgimento.

Il progetto che la maestra Capponi aveva in mente era: LA COPERTINA per il quaderno “IL MONDO DEGLI INSETTI” che lei ha confezionato e realizzato inserendo su ogni quaderno la farfalla disegnata ed eseguita da ogni alunno.

Ecco i lavori terminati.

 

 

Attenti ragazzi le farfalle potrebbero volare via da un momento all’altro!

 

L’Aurora

Questo merletto è di una mia amica che qualche mese fa me lo mostrò chiedendomi se potevo darle qualche notizia in merito. Era in casa di sua madre da molto tempo e non era in perfette condizioni perché i continui lavaggi (lavaggi che bisognerebbe ridurre all’indispensabile  e, meno che mai, in lavatrice) e l’usura avevano staccato molte barrette e così le dissi che avrei provato io a fare un piccolo restauro malgrado la difficoltà di trovare un filato adatto; e questo è stato il risultato finale.

Direi che è stato ricamato nella zona di Venezia – Burano probabilmente fra gli anni 1940 e 1950. Il soggetto del disegno è ispirato all’affresco eseguito da Guido Reni nel 1612/13 sulla volta del Casino del Palazzo Pallavicini-Rospigliosi di Roma nel quale è raffigurato Elio che guida in Carro del Sole trainato da due cavalli, Aurora sua sorella che lo precede spargendo fiori e fra loro, in alto, un putto alato (Crepuscolo) con una fiaccola.

Il Carro è circondato da figure femminili su nuvole che rappresentano le ore e sono le figlie di Elio.

Il dipinto originale (l’Aurora di Guido Reni) fu molto riprodotto in manufatti di merletto nei primi decenni del novecento perché in quell’epoca si era molto legati ad ispirazioni classiche. Abbiamo esempi di riproduzioni del suddetto affresco, eseguito a fuselli, in un pannello della Manifattura sorelle Casartelli e in una tovaglia delle Manifatture Riunite Merletti (in una versione ridotta) di Cantù, mentre quella del nostro articolo è ad ago.

 

Farfalline al sole

Oggi il sole splende e mi piace veder luccicare i fili di rame su cui poggiano queste farfalline.  Sto celiando.

Furono ricamate nei giorni antecedenti il Natale perché volevo donarle ad alcune care amiche (dovevano essere brillanti come tutti i regali che si fanno in quel periodo) e la mia idea di poggiarle su quei fili sottili mi piacque proprio.

Il problema fu: pelare i fili della luce che contenevano il rame con dietro le spalle un marito preoccupato per la sorte dell’impianto elettrico dell’appartamento!!

 

 

Orbicolo

Quando la mia insegnante di Storia del Costume citò “orbicolo” rimasi affascinata e incuriosita da questo termine di cui non conoscevo il significato. La lezione era inerente agli abiti dei Bizantini, ricchi e sfarzosi, come erano riprodotti nei vari mosaici a noi pervenuti. Ho creato un po’ di curiosità?

Questo termine deriva da una parola latina che significa piccolo cerchio ma, inerente alla nostra lezione, è il nome dato ad un motivo circolare tessile, che i Romani, i Copti e i Bizantini applicavano alle loro tuniche per abbellirle ed impreziosirle ulteriormente.

Così nacque in me l’idea di questo merletto circolare che racchiude però solo moderne sezioni geometriche, a differenza dell’orbicolo bizantino che circoscriveva moduli figurativi sia zoomorfi che fitomorfi.

Paesaggio Invernale

E’ un merletto ad ago monocromatico che mi fu ispirato dal disegno di un merletto meccanico pubblicato molti anni fa, che io ho elaborato al computer, con l’aiuto di mio marito. Anche questo fa parte del gruppo dei miei primi lavori e l’utilizzo è da definirsi “decorazione da parete”.

E’ l’immagine un po’ fantastica di un classico paesaggio invernale che ci porta indietro negli anni; quando con i nostri occhi vedevamo volare Babbo Natale con le renne e pregavamo che la Befana non ci portasse solo carbone.

Alghe Marine

All’inizio del 2010 all’Associazione il Merletto Veneziano fu richiesto di svolgere un “contatto” con una scuola finlandese su un tema bellissimo: una rete che unisse le due culture ed i due paesi anche nella differenza climatica.

Per la Finlandia questa rete doveva catturare i cristalli di neve e per noi, paese mediterraneo, le alghe del mare. In questo progetto fu coinvolta una Prima della Scuola Media Statale “Sansovino” di Venezia.

Dopo un’accurata ricerca sul mondo marino, con l’aiuto delle insegnanti della suddetta scuola, ogni alunno disegnò una propria alga e a quel punto iniziò il nostro lavoro.

Con fuselli e chiodi (al posto di spilli), si insegnò ai ragazzi il modo in cui si intrecciano i fili con i fuselli e così, sopra ai loro rispettivi disegni, nacquero a poco a poco delle bellissime alghe colorate; si insegnò loro anche ad eseguire una rete bianca con la tecnica ad ago (prima foto).

I risultati furono esposti nel “Museo Guggeneim” di Venezia per una settimana circa, assieme ad altri lavori eseguiti da diverse scuole del Veneto, e nella stessa sala c’era in mostra anche il gruppo di cristalli di neve eseguiti dagli alunni Finlandesi (seconda foto dall’alto).

Questa esperienza di lavoro collettivo è stata vissuta con entusiasmo e divertimento da parte dei ragazzi e devo confessare che ho condiviso pienamente il loro modo di sentire.

Tradizione

A Burano, nei loro merletti, si tende a tener vivo una stile tradizionale e questo ne è un classico prototipo. Con ciò non voglio dire che i loro motivi siano tutti uguali né che non ci sia un rinnovo nello svolgimento dei tracciati, ma solo che questo è un disegno che proviene da lì e che pertanto non è fatto o elaborato da me come molti altri. Continue with reading